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ALM, Be an owner not a tenant

Nel precedente post abbiamo riportato una interessante definizione di David Alberts afferente le “persone Agili”. Ma, come ripeteremo fino alla noia, Agile e Lean sono una questione di Team e non di singolo Team member: si ottiene vero Valore dalla metodologia scelta solo se essa diventa la linfa del Team stesso!

Come sempre, il riferimento massimo è il Manifesto Agile e, nel contesto in analisi, risultata particolarmente rilevante uno dei suoi principi:

“A intervalli regolari il team riflette su come diventare più efficace, dopodiché regola e adatta il proprio comportamento di conseguenza.”

evidenziando senza fraintendimenti la necessità di padroneggiare il modus operanti scelto, cosa ben diversa dall’adozione “fredda” di una metodologia secondo quello che è il disciplinare che l’accompagna. A tal riguardo, Ambler fa un interessante paragone esplicativo:

l’adozione profonda dell’Agile/Lean è paragonabile all’acquisto di un appartamento, così come la sua adozione “fredda” al fitto.

rent vs buy

Se ci pensate, quando prendete in affitto un appartamento, le attività di manutenzione/adattamento che dedicate alla struttura sono minimali: una imbiancata, se necessario, una bella ripulita e qualche mobile per abitarvi dignitosamente. Se, al contrario, acquistate un immobile, le attività annesse interessano, probabilmente, una vera e propria ristrutturazione: ad esempio potreste decidere di sostituire il parquet e gli infissi.

A primo acchito si potrebbe pensare che la prima opzione è da scartare a priori, ma, in realtà, non è detto, dipende dal contesto e dall’obiettivo. Se vogliamo introdurre una metodologia Agile all’interno della nostra struttura IT che, storicamente, segue un altro approccio allo sviluppo, allora ha senso cominciare con un progetto e un Team pilota, minimizzando il rischio di creare confusione e spingere ad una rapida (ed errata) conclusione che Agile non fa per noi! In questo caso la presenza di un trainer è fondamentale, perché guida il Team alla scoperta di un nuovo modo di fare le cose.

D’altro canto, in un contesto più maturo, la seconda scelta è praticamente obbligata. Infatti il Team deve far propria la metodologia scelta, adattandola continuamente al contesto e al suo know-how (inspect-and-adapt), percorrendo, insomma, la strada che lo porta a diventare un High Performance Team. La figura del trainer, in questa ipotesi più profonda, non può chiaramente essere ricoperta da un “istruttore”, ma bisogna affidarsi ad un vero e proprio coach che guida il Team sia nella crescita d’insieme e che in quella di ogni singolo Team member, soprattutto nella scoperta delle proprie attitudini.

Nel caso specifico di DAD (così come anche per SAFe), siamo difronte ad un framework process goal-driven, che, per definizione, è una infrastruttura portante delle nostre attività e che, quindi, rientra nella seconda categoria. La sua adozione comporta, quindi, un lavoro culturale profondo, soprattutto per adottarlo al meglio al contesto di riferimento, scegliendo le pratiche più consone, modificandole e aggiungendone di nuove.

In fondo, prima o poi, tutti vogliamo acquistare un’immobile per sentirci a casa!