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  • Categoria: ALM
  • Scritto da Felice Pescatore
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La defezione dello scopo elementare

Non so voi ma io sono veramente frustrato da come i cosiddetti professionisti dell’informatica continuano a creare prodotti che hanno una usabilità pari a quella del manuale di istruzioni per il montaggio di una centrale atomica, laddove ne esistesse uno. Tutto ciò ti fa letteralmente sentire un demente (non importa quanti diplomi, lauree, master o… computer hai a casa) e ti spinge alla ricerca di una società con servizi che abbiano più a cuore i propri utenti.

Il mondo dell’IT è pieno di soluzioni di merda!

Partiamo da qui per essere onesti e per poter capire dove intervenire e cominciare a migliorare una situazione che sembra peggiorare continuamente.

panic

Ma come si fa: siti web in cui non si trova mai quello che serve, messaggi di errore tecnici o generici che rimandano ad un call center che non risponde mai se non dopo minuti di attesa e con soluzioni generiche del tipo “ma lei è sicuro di aver inserito l’email con il simbolo della chiocciola?...” a cui ti viene voglia di rispondere stizzito: “Certo che no! L’ho inserita scrivendo la parola “chiocciola””… ma che domanda è ?!?!!!

Non parliamo dei sistemi di autenticazione: username fatte da decine di caratteri, tanto che non basta un post-it per contenerle, password che scado ogni 30giorni e che devi obbligatoriamente cambiare senza poter riutilizzare le ultime 3-4, in aggiunta token e sms di ogni tipo…. e poi ci si prende anche il lusso di bloccare gli account dopo “pochi” tentativi con la scusa “eh… ma è per vostra sicurezza!” Ma che diamine significa?!!

Il risultato è che ognuno di noi ha obbligatoriamente un foglio, o uno strumento digitale, in cui ha annotato le informazioni dei 15-20 account che mediamente abbiamo. Non è umanamente possibile ricordarsi sta roba!

E le App mobile…. oh le App mobile.. un universo in cui tutto è concesso!

Un mondo strano, in cui si fa la corsa a chi ne ha di più (al liceo i giochi erano ben altri J), ma poi, quando le si usa, fanno giusto due cosine e rimandano al sito web, ovviamente non progettato minimamente per una user experience accettabile su mobile… e sottolineo user experience e non “responsive”… parola tanto cara, ma che in soldoni “ridimensiona” il sito per i diversi dispositivi, tenendo inalterato, nel migliore dei casi, il modo di utilizzarlo.

Basta!!!!!!!!!

Vi prego, tiriamo tutti un bel sospiro e contiamo fino 10 prima di iniziare il nostro prossimo progetto! Si, perché è nostra responsabilità, quali professionisti, aiutare e indirizzare chi ci chiede di realizzare una soluzione a supporto del proprio business. Non importa quale tra il milione di titoli che accompagnano il nostro settore (con una predominanza di “chief”, capi di qualcosa che non c’è) abbiamo: si tratta di una nostra responsabilità, punto e basta!

Quando il committente ci parla, non pensiamo “quale linguaggio di programmazione userò per la mia App”, piuttosto chiediamogli “fammi passare il tempo necessario con gli utenti potenziali in modo da rendere l’utilizzo della soluzione semplice e funzionale alle tue esigenze e a quelle dei tuoi utenti”.

Sedendovi in un’auto, cosa vi aspettate di fare: inserire la chiave, accenderla e iniziare il vostro viaggio. Non è un plus, è il motivo per cui l’avete comprata. Perché quando si usa un software questa deve essere una “speranza”, mettendo già in conto che lo stesso farà cose strane e che si è fortunati se si riesce almeno ad utilizzarlo, quasi lo facciate solo perché siete obbligati e non perché potete averne un vantaggio.

Ricordiamoci sempre che le soluzioni software sono strategiche per il business e vanno realizzate con tale obiettivo… il resto è noia… come diceva un noto cantante del Bel Paese.


Stay tuned J