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AgileBIM: dalla teoria alla pratica, il caso ArchLivIng

Nei precedenti post della serie sono stati raccontati gli elementi essenziali di AgileBIM, descrivendo come esso sia stato sperimentato e raffinato per poter rispecchiare il contesto specifico del mondo delle Costruzioni, restando però fedeli al mindset Agile, in particolare ai suoi Valori e Principi portanti.

Più volte è stato ribadito che si è trattato di una sperimentazione, per cui è interessante far riferimento al caso concreto di ArchLivIng in cui si è proceduti ad una riorganizzazione dei team di lavoro in chiave Agile

ArchLivIng è un’azienda con sede a Ferrara, leader, in particolare, nel campo del Design ed in forte espansione. Proprio in quest’ottica, ha deciso di rivedere il modo in cui i propri specialisti affrontano la gestione di un progetto, dal suo concepimento alla sua definizione esecutiva, offrendo inoltre servizi diretti di gestione dei cantieri laddove le attività in carico si estendano oltre la progettazione.

Il lavoro fatto in ArchLivIng è consistito proprio nell’andare a ripensare l’assetto organizzativo, partendo dai team, passando da un approccio più “tradizionale” per competenze (tutti gli architetti, gli strutturisti, gli impiantisti, ecc) ad un approccio “multidisciplinare” con team che comprendano gli esperti dei diversi domini afferenti ad un’opera. Tutto questo ispirato anche direttamente da quanto suggerito dal BIM, in relazione alla capacità di un gruppo di persone di realizzare tutto quanto annesso ad un progetto.

archliving portfolio board

Punto di forza dell’esperienza è stato il forte coinvolgimento di tutta l’azienda: dai fondatori, agli executive, fino agli ingegneri neoassunti. In pratica l’azienda era alla ricerca (dopo aver già provato qualche declinazione di scrum/kanban) di un approccio strutturato che gli permettesse di muoversi nel turbolento mondo delle costruzioni, caratterizzato da repentini cambiamenti normativi, oltre che di forti aspettative di innovazione da parte dei committenti. In questo è stato molto utile l’utilizzo la definizione e poi l’utilizzo dell’AgileBIM Portfolio Bard per allineare tutti sulle diverse iniziative.

archliving portfolio board 2

Una delle differenze sostanziali rispetto ad un approccio scrum-like puro, è stato quello di mantenere la figura del (Agile) Project Manager, in quanto si è dimostrata più consona al contesto: ad esempio il focus non è tanto su un backlog, sul suo ordinamento e valore dei singoli item (definiti spesso da capitolato e su cui si ha un minimo margine di azione), ma più incentrato sulla relazione con tutti gli stakeholder (tra i quali gli enti pubblici giocano un ruolo di forza) e l’allineamento costante degli avanzamenti, nonché della risoluzione di problematiche annesse alle specifiche lavorazioni.

Certo, si è lavorato molto sul concetto di Management 3.0 e Leadership, in ottica di avere un Agile Project Manager focalizzato sul creare un ambiente idoneo a consentire alle Persone di operare nel migliore delle condizioni, e non sul loro controllo in chiave di micro-management.

Durante il percorso, i team sono stati accompagnati da un AgileBIM Coach e da un Agile Master/PM interno(anch’egli ingegnere di settore) che hanno supportato il percorso nelle varie sfumature: dal Mentoring al Coaching, fino agli aspetti più pratici di dominio. 

Nel concreto sono stati inizialmente creati 6 team che hanno cominciato ad applicare il Fluid Process ed i tool che sono stati sviluppati, dalle varie Visual Board ai Canvas di progetto. In particolare, la Design Board, che ricordiamo essere la board che il team di progetto utilizza per la visualizzazione dell’avanzamento delle attività, è stata implementata grazie a Planner di Microsoft 365. Inoltre, i diversi team hanno preso confidenza con Miro per tutti gli aspetti di collaborazione e condivisione delle informazioni e delle attività.

archliving design board

Il percorso non è stato esente (e non lo è tutt’ora) da dubbi, perplessità, errori e qualche resistenza forte, ma, nel complesso, i team stanno reagendo in modo molto positivo allo sviluppo di un approccio che consente loro di avere una visione condivisa e allineata degli obiettivi di progetto, oltre che delle strategie aziendale.

Per avere un’idea di quanto fatto e di quanto si sta facendo, potete visionare il video di Andrea Mengarelli (l’Agile Master interno) che presenta il caso appena citato alla scorsa AgileBIM Conference https://www.youtube.com/watch?v=H1N49RJRX7c

Siamo giunti quindi alla conclusione di questo primo approfondimento dedicato all’Agile nel mondo delle Costruzioni, ma anche di riflesso all’Agile al di là del mondo del software. AgileBIM è un possibile approccio strutturato per supportare le aziende AEC nel loro percorso verso l’agilità, un punto di partenza per sperimentare nella propria organizzazione una declinazione dell’agile che tenga conto delle specificità del settore.

Il caso di studio accennato, dimostra che per avere successo in questo cambiamento è fondamentale che l’intera azienda ci creda, a tutti i livelli, e che si sviluppi non un cambiamento locale, ma si guardi a come ciò impatti a livello olistico, quindi sia strategico che tattico. 

Molto c’è ancora da fare, ma la strada è ricca di sfide e di opportunità, e AgileBIM può rappresentare un valido elemento di supporto, anche se al centro di tutto ci sono (e lo ripeteremo fino alla noi) le Persone, oggetto primario dell’attenzione di ogni approccio Agile.

 

A presto… stay tuned :)