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PMI DA: The Idealized Value Stream

Nel precedente post abbiamo posto l’accento su come sia fondamentale identificare gli elementi che rafforzano l’impedenza nel Value Stream per efficientare la nostra capacità di rilasciare valore per il cliente.

Nel mondo PMI Disciplined Agile sono identificati ben quattro tipi diversi di Value Stream: Operational Value Stream, Development Value StreamEnabling Value Stream Support Value Stream.

da value streams

PMI DA 4 Value Stream types

In essi, l’Operational Value Stream è il vero Value Stream end-to-end, rispetto al quale gli altri sono dei sottoinsiemi abilitanti. La loro identificazione e caratterizzazione dipende fortemente dal contesto specifico e, grandi organizzazioni, spesso hanno più declinazione dello stesso value stream in relazione all’iniziativa di business o di prodotto.

Questo elemento, che rispecchia uno dei principi cardini di DA, ovvero Context Counts, porta spesso al dubbio di come iniziare ad analizzare la situazione specifica e di come iterare su questa analisi per verificare cosa sta migliorando e i prossimi elementi candidati al miglioramento. 

Si tratta quindi di “mappare il flusso”, azione spesso indicata come Value Stream Mapping e che Disciplined Agile supporta grazie all’Idealized Value Stream, ovvero un flusso “tipo”, eredità di FLEX, basato su quelle che sono le tipicità riscontrare in diversi anni di sperimentazione.

da idealized value stream

 DA Idealized Value Stream

E‘ fondamentale sottolineare più volte che si tratta di un “modello” grazie al quale è possibile attuare un lavoro con gli specifici stakeholder aziendali. In particolare, il ricorso ad un esperto Value Stream Consultant (o competenza analoga) è fondamentale per guidare la “mappatura” andando a personalizzare il modello stesso in relazione alla specificità in analisi.

L’Idealized Value Stream consente di mappare congiuntamente i diversi tipi di value stream, con focus sull’Operational e ciò, per esperienza diretta, è molto utile perché al tavolo vengono portati tutti gli attori interessati.

Una nota: nonostante lo stesso sia IT oriented, è possibile sostituire le indicazioni specifiche con quelle del proprio dominio operativo. Più volte ho direttamente operato in tal senso, identificando diverse declinazioni per i domini più differenti: dalle Costruzioni al mondo dei Medical Device, giusto per citarne alcuni.

Volendo dare una short-guide di utilizzo di tale strumento, si ha il focus su quattro step fondamentali:

  1. Contestualizzazione
  2. Mapping
  3. Impedance indicators 
  4. Improvement Playbook definition

I primi tre sono chiaramente funzionali a descrivere lo scenario corrente, mentre il quarto è il punto di svolta per attivare l’azione di Guided Continuous Improvement e iniziare a guardare oltre per migliorarsi costantemente.

In pratica, il gruppo di lavoro definisce i cosiddetti “play”, ognuno dei quali è un obiettivo di miglioramento, e che nell’insieme comporranno proprio il succitato playbook. DA suggerisce di utilizzare una specifica matrice per operare in tal senso, in cui, partendo dagli impedance indicators, vengono identificate le relative azioni di miglioramento grazie all’utilizzo dei Process Goal diagrams che da sempre caratterizzano il toolkit del PMI

da playbook matrix

 Playbook

Una volta completato il lavoro, il nostro primo Playbook è pronto e dobbiamo “solo” essere caparbi nel metterlo in pratica.

Ma di questo parleremo nei prossimi post.

 

Stay tuned 

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@ing. Felice Pescatore