Spazio… ultima frontiera…

Persone e Interazioni più che Processi e Tool”, il primo Valore è il punto di partenza di qualsiasi cambiamento che si ispiri all’Agile, Lean e DevOps, e sottende esplicitamente la necessità del cambiamento Culturale come aspetto portante.

Spesso però c’è un elemento che viene dimenticato o sottovalutato, ma che rappresenta un aspetto portante se si vuole promuovere la cultura Team basedalla base stessa dell’agilità: lo spazio fisico di lavoro.

Se ci si riflette per un momento, si riesce subito a capire come spazi adeguatisono essenziali per tutta una serie di motivi: dalla comunicazione diretta(come suggerito dai Principi), alla possibilità di avere i necessari Information Radiator, come la classica Kanban/Scrum Baord, che accompagnano il team nella visualizzazione e gestione dell’avanzamento delle attività.

Ogni team dovrebbe avere la propria area sufficientemente aperta, per comunicare trasparenza e disponibilità verso gli altri, e chiusa quanto basta, per garantire una condizione di privacy e generare il senso di appartenenzaal team.

In pratica, solo varcando la sogliadel working space del team possiamo conoscerlo realmente senza però trasformarci in ospiti indesiderati che vanno ad alterarne le dinamiche naturali.

L’importanza degli spazi è ben evidente in Lean, dove la tecnica/tool delle 5S (Seri, Seiton, Seiso, Seiketsu, Shitsuke) è tra quelle primarie, evidenziando come un’area di lavoro ordinata sia abilitante per poter lavorare in modo efficace ed efficiente. 

poster 5s leanproducts

In questo caso, però, la postazione è più intesa come scrivania personale di lavoro che come area del team. La connotazione  “Agile” comincia ad emergere più formalmente grazie ad Alistair Cockburn con “Caves & Common” ed è oggi ben esplicitata in Disciplined Agile, rappresentando uno dei Goal della fase di Inceptiondi DAD: Form Work Environment.

dad goal form work environment

L’attenzione, però, non si limita ai soli ambienti fisici, ma si estende anche alla selezione dei tool e la creazione degli ambienti digitali di lavoro, aspetto fondamentale per introdurre un approccio che guarda a DevOps sin dall’inizio, andando ad abbracciarne le principali pratiche abilitanti come la Continuous Integration e Continuous Deploy o la creazione automatizzata di ambienti consistenti per il testing.

Interessante anche il concetto di “Tailor initial process”, recentemente aggiunto, che nella creazione degli ambienti tiene conto dello specifico lifecycle adottato e della relativa incidenza sul resto (principio “Choice is Good”) 

Tornando agli ambienti fisici, è fondamentale affidarsi ad esperti che vadano a studiare effettive soluzioni di riorganizzazione, tenendo anche conto di vincoli come, ad esempio, la sicurezza delle persone e gli spazi minimi individuali previsti per legge. Fondamentale è ricordarsi di creare, oltre alle aree dedicate ai team, le cosiddette Quiet Room in cui potersi “ritirare” per fare delle riunioni che richiedono un isolamento completo e massima concentrazione.

Il tutto non deve mai portare alla creazione di enormi “pollai”, ovvero mega open-space con decine di persone in cui il caos comincerà a regnare sovrano non appena si inizierà a lavorare e comunicare.

 

Stay tuned J

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