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AgileEngineering, completiamo la fase di Workout

Continuando nell’esplorazione della fase di Workout, siamo giunti alla Bill of Materials per la quale, come si è visto, si è passati attraverso una serie di rifinimenti che hanno permesso di superare il Quality Gate ed essere pronti la Produzione Manifatturiera.

agileengineering workout

Sia che la produzione avvenga da parte di un produttore terzo, sia che, invece, se ne occupi un diverso team/dipartimento della stessa azienda, bisogna integrare la stessa nelle proprie attività di governance, per non incorrere in spiacevoli sorprese che vadano a minare quanto fatto fino a questo momento.

La relativa gestione operativa è affidata ad un (chief) Project Manager, se il prodotto è sviluppato in seno ad un’iniziativa più ampia, o ad un (chief) Product Owner, se dualmente si è deciso di avere una struttura di sviluppo orientata in modo esplicito al prodotto. In entrambi i casi, il compito relativo è quello di instaurare un proficuo rapporto di collaborazione e fiducia tra le diverse realtà produttive. 

po pm

 Project & Product

Rapporto che inizia ad instaurarsi sin dalla realizzazione del Primo di Serie, in cui la realizzazione dei primi esemplari è a livello prototipale avanzato, consentendo di condividere il know-how necessario alla successiva realizzazione industriale (che può essere anche massiva) del prodotto.

Normalmente l’azione di Manufacturing segue una logica più Lean-oriented (Lean manufacturing nello specifico) puntando sull’efficientamento della produzione e, quindi, sulla razionalizzazione dei costi annessi (costo marginale).

Una volta che il prodotto è operativo, ovvero installato ed in uso presso il cliente, il supporto allo stesso diventa bidirezionale, abilitando la logica del Product Continuous Improvement:

  • Aggiornamento predittivo: avviene per azioni del produttore e può essere svolto anche in remoto (si pensi all’aggiornamento del firmware).
  • Aggiornamento correttivo: avviene in seguito alla segnalazione di un malfunzionamento o un’anomalia segnala dal cliente.

L’obiettivo dell’approccio presentato è quello di far si che gli eventuali aggiornamenti siano focalizzati, nella quasi totalità, sugli elementi più duttili del sistema, evitando di agire sulle parti che comportano alti costi di intervento (si pensi ad esempio alla meccanica), a meno una revisione totale del prodotto.  Nel caso in cui il prodotto contempli anche l’integrazione del Cloud, inteso qui come approccio architetturale e non come fornitore, tale area è proprio quella maggiormente candidata allo sviluppo di miglioramenti continui. Ovviamente, l’utilizzo del Cloud va contemplato sin dall’inizio perché il prodotto stesso va progettato e realizzato per poterne sfruttare efficacemente le caratteristiche relative.

In questo caso, il product continuous improvement si sviluppa lungo due assi di riferimento (2 axis-improvement approach):

  • cloud axis,che si lega in modo ottimale all’azione predittiva;
  • hardware axis,che resta ancorato alla logica correttiva.

Un’azione critica da non sottovalutare è quella di strutturare adeguatamente, e per tempo, il piano di Training e di Supporto diretto ai clienti per l’utilizzo del prodotto. Ciò è fondamentale per aumentare il livello di qualità percepita, che trasforma un prodotto tecnicamente di qualità in un prodotto di successo apprezzato dai clienti. 

qualita percepita

Con questo ultimo aspetto si chiude, per ora, il viaggio in AgileEngineering.

 

Continuate a seguirci (vi ricordo che agileconstellation.info è il sito ufficiale) e inviare i vostri feedback.

 

Stay tuned 

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@ing. Felice Pescatore