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Martedì, 12 Ottobre 2021 10:06

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Lunedì, 26 Luglio 2021 09:54

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Martedì, 29 Giugno 2021 11:55

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Nel precedente post abbiamo parlato di Concretezza, evidenziando in chiusura come sia fondamentale individuare il tempo giusto per le cose giuste al momento giusto, per evitare di “soffocare” un team o una organizzazione impegnata in un percorso di trasformazione Agile.

Ebbene, questo aspetto è uno degli elementi cardini del Metodo Montessori, definiti e descritti dalla scienziata attraverso i “Periodi Sensitivi” che consentono [al bambino] di apprendere in modo naturale, inconscio, essendo totalmente assorbito da una particolare attività che porta quasi ad ignorare del tutto gli altri stimoli ambientali. 

agile montessori periodi sensitivi

«Si tratta di sensibilità̀ speciali, che si trovano negli esseri in via di evoluzione, cioè negli stati infantili”

Il manifestarsi dei Periodi Sensitivi è caratterizzato dal ripetere più e più volte azioni che all’apparenza sembrano inutili o basilari, ma che nel concreto portano al manifestarsi, quasi per incanto, di una specifica abilità. La cosa fondamentale è che tali periodi sono determinanti per acquisire specifiche competenze e per progredire nello sviluppo individuale: se si perde l’attimo non c’è più modo di recuperarlo! Per cui, è necessario rispettare le specifiche tempistiche (leggermente diverse da bambino a bambino) senza anticiparle o posticiparle.

Montessori individua una serie di Periodi Sensitivi (anche estesi successivamente ai suoi studi):

  • l’attaccamento (0, 1 anno), che consente al bambino di instaurare da subito un legame forte e duraturo, in primis con la madre;
  • l'ordine (0 mesi, 6 anni), che concretizza l'esigenza di creare un rapporto con e fra gli oggetti, “parlando” all’ambiente;
  • il movimento (6 mesi – 6 anni), che consente di allargare l’ambiente di riferimento ed è alla base dell’intelligenza stessa, così come raccontato da Leonardo Previ in Zainocrazia;
  • il linguaggio (0 – 7 anni), in cui il bambino impara a comunicare progressivamente, prima con i gesti e poi con la voce;
  • gli aspetti sociali (0 mesi, 6 anni), in cui si sviluppa un profondo interesse per i rapporti interpersonali, per la comprensione dei diritti reciproci e per le attività cooperative;
  • l’esplorazione sensoriale (0 – 6 anni), ogni esperienza è conquistate tramite i sensi e si basa sullo sviluppo di quest’ultimi;
  • l’osservazione dei grandi (fino ai 18 mesi) e piccoli oggetti (fino a 7 anni), man mano che la coordinazione oculo-manuale diventa più̀ accurata, il bambino comincia ad apprezzare i piccoli oggetti e i dettagli.

L’elenco non rappresenta di base una sequenza e non contempla l’univocità, nel senso che se ne possono attivare diversi in contemporanea.

Se ci spostiamo nel mondo Agile, scopriamo che ricorriamo abbondantemente a specifici Periodi Sensitivi nel percorso di trasformazione, spesso rappresentati attraverso la progressione SHU-HA-RI-KOKORO.

shu ha ri kokoro

In pratica:

  • Quando siamo in “Shu”, l’attitudine è quella di “copiare” quanto il Coach sta illustrando, sviluppando un attaccamento e un linguaggio plasmato su quanto presentato;
  • Quando siamo in “Ha”, cominciamo ad esplorare possibili opzioni e soluzioni, provando a cercare un ordine in essi e ad osservare i dettagli per capire cosa è meglio per il proprio contesto, anche in funzione al rafforzamento gli aspetti sociali;
  • Quando siamo in “Ri”, siamo pronti a definire il nostro ordine delle cose, sviluppando le nostre specificità e il nostro percorso, andando sempre più nel dettaglio e rompendo gli schemi quando necessario;
  • Nella fase di “Kokoro”, sviluppiamo una estrema osservazione dei piccoli oggetti, ovvero proviamo in qualche modo a destrutturare la complessità raggiunta, ricercandone gli elementi essenziali che caratterizzano il percorso compiuto e che diventeranno, a loro volta, gli elementi fondanti della nuova fase di “Shu” che sta per iniziare (ricordatevi: non c’è mai fine ad una vera trasformazione Agile).

Se uno di questi momenti viene saltato, o se si spinge troppo in fretta a passare al successivo, si mette fortemente a rischio la solidità dei risultati raggiunti, con la conseguenza che ogni piccolo ostacolo può far cadere in un limbo regressivo da cui non si riesce più ad uscire.

Stay tuned J

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@ing. Felice Pescatore