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AgileConstellation: AgileBIM, la sfida di innovazione nel management delle costruzioni

AgileConstellation: AgileBIM, la sfida di innovazione nel management delle costruzioni

Nel precedente appuntamento abbiamo caratterizzato il percorso che ha portato alla nascita di diversi filoni di sperimentazione fattiva dell’Agile in domini non software, o comunque in domini in cui, eventualmente, il software è solo una componente di un prodotto ben più articolato.

In particolare, nell’ultimo anno, questa declinazione si è focalizzata sul mondo delle costruzioni (AEC: Architecture, Engineering & Construction), andando ad intercettare una di quelle che è la più grande rivoluzione del settore negli ultimi decenni: il Building Information ModelingBIM.

bim weelSecondo la principale normativa di rifierimento, la ISO 19650, il BIM è definite come: “The use of shared digital representation of a built asset (including buildings, bridges, roads, process plants, etc.) to facilitate design, construction and operation processes to form a reliable basis for decisions”. 

Ma è possibile spingersi oltre andando a concentrarsi, in particolare sul significato della “M” che ha nel tempo ha attraversato tre diverse declinazioni: da un primo focus su Modellazione e Modello, alla tendenza attuale verso Management, cosa che sposta l’attenzione all’intero ciclo di realizzazione e di vita del “Building”. 

Ed è proprio qui che AgileBIM fa la sua comparsa, portando il mindset agile all’interno dei team di lavoro propri delle costruzioni, fornendo una filosofia operativa di supporto al BIM, ma consentendo anche a chi ancora non lo utilizza di ripensare i propri processi operativi in relazione a quelle che sono le nuove sfide progettuali e costruttive moderne.

In realtà, lo studio e le prime proposte di come trasformare la progettazione e costruzione di opere civili/edili parte quasi a ridosso della nascita del Manifesto Agile (agilemanifesto.org), con la pubblicazione di “Collaborazione, informazioni integrate e il ciclo di vita nella progettazione, costruzione e uso del costruito”(2004) in cui viene descritta una visione di come la progettazione debba cambiare il proprio flusso di lavoro. Questa nuova modalità viene illustrata mediante la cosiddetta Curva di MacLeany:

macleany

Curva di MacLeany

La curva è disegnata in un piano cartesiano con:

  • il tempo riportato in ascisse, che segna l’avanzare delle fasi progettuali;
  • l’efficienza dell’azione a parità di sforzo sulle ordinate.

Sono rappresentate quattro funzioni:

  • la prima curva può essere vista come la “possibilità di cambiare le funzioni a parità di costo”. Si vede come all’inizio, nella prima fase di progettazione, le possibilità di modifiche sono elevate ma che via via diventano sempre di meno con l’avanzare del progetto, fino a arrivare all’as-built, in cui il cambiamento funzionale è escluso se non ricorrendo a costi spropositati;
  • la seconda curva descrive “il costo di uno stesso cambio progettuale nelle varie fasi di progettazione”. È evidente come modificare il progetto prima della cantierizzazione comporti costi ridotti, mentre col procedere della realizzazione i costi siano sempre maggiori;
  • la terza curva descrive “gli sforzi compiuti nelle varie fasi di un processo progettuale tradizionale”. Secondo MacLeany è durante l’ultima fase, prima di cantierizzare l’opera, che si concentrano gli sforzi, poiché solo questa fase coinvolge tutte le discipline;
  • la quarta curva rappresenta la “progettazione collaborativa” e cioè una progettazione che coinvolga tutte le discipline fin dall’inizio, quando l’incidenza dei costi sui cambiamenti progettuali è minima e si ha ancora grande flessibilità progettuale.

Nella “Curva” si evidenzia l’importanza di anticipare gli sforzi alle fasi iniziali della progettazione, permetta di ottenere un controllo maggiore sulle funzionalità e costi dell’intero progetto.  Non si tratta, come è evidente, di ridurre gli “sforzi” progettuali, in quanto l’impegno non può che essere commisurato alla qualità di ciò che si intende realizzare (i punti di massimo delle due curve rappresentative dei processi BIM-oriented e tradizionale sono pressoché identici), ma di anticipare nel tempo tali sforzi.

Quando espresso da questo studio, e sintetizzato nella “Curva”, è fortemente in simbiosi con uno dei concetti portanti del mondo Agile: “lo shift-left” ossia anticipare tutte quelle azioni che consentono di avere una qualità intrinseca dei prodotti e promuovere feedback costanti per un adattamento continuo (pragmatismo).

agilebimAndando ad investigare nello specifico del BIM e comparandone le caratteristiche primarie con quelle più similari del mondo Agile, si hanno i seguenti punti di convergenza forte:

  • Coinvolgimento attivo dei clienti (Agile);
  • Team multidisciplinari con delega (potere) decisionale (Agile);
  • Requisiti che evolvono, ma in un tempo che è definito (Agile);
  • Requisiti espressi a diversi livellie in modo visuale(Agile);
  • Sviluppo incrementale ed iterativoa cicli ridotti (Agile);
  • Focus sul rilascio continuo (Agile);
  • Allineamentoriadattamentocontinuo (Inspect and Adapt, Agile);
  • Testcome parte integrante dello sviluppo (test early and often, Agile);
  • Approccio collaborativocooperativocon gli stakeholder (Agile);
  • Piattaforma online per la collaborazione, gestione e scambio dei dati (BIM);
  • Enfasi sulla Collaborazione del Team grazie alla centralizzazione delle informazioni (IFC, CDE - BIM);
  • Coinvolgimento dei clienti/stakeholder nel processo (accesso ad una o più delle 4 aree del CDE - BIM);
  • Gate di Valutazione per il flow ed il coordinamento delle informazioni (BIM).

Come si intuisce, molta enfasi è proprio posta sulla creazione di sinergia tra le persone coinvolte, mettendole nelle migliori condizioni operative possibili.

Da tutto questo nasce AgileBIM, ovvero un toolkit operativo sviluppato per approcciare al Building Information Modeling (BIM) con un mindset Agile e Lean, convogliando gli aspetti caratterizzanti di entrambi gli approcci:

  • collaborazione tra tutte le figure interessate nelle diverse fasi di realizzazione di un’opera;
  • condivisione digitale dei dati e interoperabilità mediante formati aperti;
  • capacità di miglioramento continuo;
  • propensione a sperimentare costantemente piccoli miglioramenti incrementali.

Prima di proseguire, è fondamentale ribadire nuovamente un concetto già esplicitato nel post precedente: AgileBIM (così come AgileIoT ed AgileConstellation) non è il tentativo di utilizzare un framework/metodologia del mondo Agile “software” (aka Scrum o Kanban) e utilizzarlo per cercare di sostituirsi damblè ai processi tipici del mondo AEC. Così come non si tratta di impattare esclusivamente sul software realizzato per il supporto delle costruzioni (es: plug-in o librerie delle piattaforme BIM).

AgileBIM è un vero e proprio approccio allo sviluppo delle costruzioni, che guarda l’intera opera e contestualizza il mindset agile rendendolo operativamente valido ed attuabile in un mondo caratterizzato da rigide normative, e modelli operativi decennali, ma che è affamato di innovazione.

Quindi il focus è sulla creazione di un approccio Agile+BIM alla gestione ed esecuzione dei progetti (perché qui si parla di progetti, mentre l’idea di prodotto è decisamente lontana da quella a cui si è abituati nel software o nella manifattura) che si fondi sul valore e sulla capacità delle persone.

Per far si che non si corra il rischio di creare un “manuale operativo”, ma invece si sviluppi un vero e proprio mindset Agile, si è proceduto a definire opportuni principi e pratiche di dominio che estendono e specializzano quelli dell’AgileConstellation Manifesto:

agilebim principi

AgileBIM Principi

  • Ispezione ed Adattamento(Inspect & Adapt). La filosofia di Ispezione ed Adattamentofa parte del DNA delle metodologie Agili, spingendo i gruppi di lavoro ad ingaggiarsi concretamente nelle specifiche lavorazioni e personalizzare il modello operativo in funzione di quelle che sono le evidenze che emergono dal campo.
  • Sperimentazione Continua (Continuous Experimentation). Un mindset orientato alla Sperimentazione Continuaporta il gruppo di lavoro a sperimentare nuove soluzioni, nuovi strumenti e modelli operativi al fine di migliorarsi costantemente e offrire servizi d’avanguardia.
  • Responsabilità delle Lavorazioni (Deliverable Ownership). Ogni professionista, parte del gruppo di lavoro, ha una delega operativa rispetto alle lavorazioni in carico, creando uno specifico ingaggio che gli consente di svolgere il compito nel modo migliore contestuale.
  • Confronto e Collaborazione (Discussion & Collaboration). I professionisti impegnati nelle lavorazioni si ritagliano il giusto tempo per discutere e collaborare con i propri colleghi, in modo da allinearsi costantemente e far diventare patrimonio comune quanto sperimentato.
  • Metriche Sostenibili (Actionable Metrics). Il gruppo di lavoro è supportato da metriche sostenibili che lo aiutano a migliorarsi e a capire se la strada intrapresa stia effettivamente generando un beneficio.
  • Focus on Value Stream. L’attenzione non è esclusivamente sulla singola lavorazione (tattica), ma principalmente sul valore complessivo da generare (strategica). In tale direzione è fondamentale impiantare le modalità operative considerando il value stream, ovvero il flusso di lavoro complessivo che genera il valore primario.
  • Integrated Visual Management Environment. Vengono utilizzate piattaforme integrate di lavoro, supportate da strumenti di Visual Management che consentono di avere sempre, e velocemente, sotto controllo lo stato di avanzamento delle lavorazioni.
  • Metateam Auto-organizzati e Multidisciplinari (Self-Organized and Multidisciplinary Teams). I gruppi di lavoro sono auto-organizzati e multidisciplinari, scegliendo autonomamente il modo migliore per svolgere il loro lavoro, piuttosto che essere costretti a seguire processi imposti da terzi, se non per vincoli normativi. La multidisciplinarietà garantisce che si abbiano tutte le competenze necessarie per svolgere il lavoro dipendendo il meno possibile da esterni.

Dualmente, sono state definite le pratiche portanti anch’esse specializzanti quelle dell’AgileConstellation Manifesto:

agilebim pratiche

AgileBIM Pratiche

  • Fluid Thinking. Questa pratica porta ad approcciare tutti gli aspetti caratterizzanti l’azione di lavoro in modo “fluido”, ovvero contemplando una collaborazione attiva e duttile tra i diversi professionisti coinvolti. L’obiettivo è quello di rimuovere la burocrazia derivante da una focalizzazione sul processo, spostando l’attenzione sulla comunicazione trasparente in tempo reale.
  • Common Environments. Le lavorazioni avvengono in un ambiente condiviso, sia fisico che digitale, prediligendo piattaforme integrate che supportano la sperimentazione di nuove soluzioni quando disponibili o necessario.
  • Extreme Building. Si tratta di considerare la realizzazione fisica dell’opera come un momento di validazione finale, e non come una passiva accettazione di quanto ipotizzato e redatto durante la fase di progetto. In tal modo sarà possibile intervenire più rapidamente e, con meni ostacoli, sugli imprevisti che inevitabilmente si presenteranno durante la costruzione vera e propria.

In aggiunta, la pratica di Fast Prototyping (ereditata da AgileConstellation) supporta la validazione della sostenibilità dell’opera e stimola feedback concreti rispetto a quanto ci si appresta a realizzare.

agilebim fastproto

Fast Prototyping for AgileBIM

Rispetto a quanto ereditato dalla pratica base, vengono aggiunti 3 nuovi aspetti (bubble) di riferimento:

  • Autorità (Authorities), ovvero gli enti e le autorità competenti a cui chiedere autorizzazioni e da cui si dipende per la realizzazione dell’opera;
  • Appaltatore (Contractors), professionisti, specialisti ed aziende terze di cui avvalersi nel progetto;
  • Vincoli (Constraints),i vincoli specifici di cui il gruppo di lavoro dovrà tenere conto in modo esplicito.

Il lavoro fatto in oltre un anno di sperimentazione ha dato vita ad una specifica Vision Operativa, ben sintetizzata dall’AgileBIM Poster riportato di seguito:

agilebim poster

 

Del Poster e dei relativi aspetti annessi parleremo nel prossimo articolo, dando concretezza ai principi ed alle pratiche in funzione di quanto sperimentato ed appreso fin ora.

 

Stay tuned :-J